“Come questo periodo storico ha cambiato l’evoluzione del profilo del viaggiatore”

È stato piu volte ribadito che Il turismo è uno dei settori più colpiti dalla pandemia da Covid-19, che presumibilmente porterà a una riduzione del 20-30% rispetto al volume d’affari registrato dal settore nel 2019, anche se fare stime in questo momento è quanto mai complicato. In attesa che hotel, musei, ristoranti, compagnie di trasporti e tutti quelli che sono gli attori di questo settore economico – che in Italia rappresenta il 12-13% del PIL, con tre milioni di lavoratori – possano tornare ad accogliere i viaggiatori, ci sono alcuni quesiti cruciali per comprendere il futuro del comparto: quali saranno le mete più ricercate? Per quali periodi? Quali saranno le tipologie di vacanze?

Sicuramente bisogna prendere in considerazione il lavoro e gli studi che stanno portando avanti alcune società che si occupano di data-driven marketing per il turismo. Lo studio presentato al Mailander Talk parte dall’unico elemento della catena di valore del turismo rimasto inalterato: il sogno del viaggio. Ed è proprio il desiderio di concedersi una vacanza che, in queste ultime settimane di lockdown, segna un’incoraggiante ripresa, al contrario della fiducia nel viaggio che - strettamente legata alle prenotazioni realmente effettuate - segna in questo momento una flessione superiore al 90% rispetto al 2019.

Non si può pensare ad un ritorno a livelli pre covid fin da subito. “Flessibilità è la parola chiave, soprattutto per la comunicazione” ha detto Monica Mailander Macaluso, presidente di Mailander. “Bisogna concentrarsi sui consumatori, ascoltarli, intercettarli e ispirarli, così da favorire la ripresa del settore. Ripresa che per avere successo avrà bisogno anche di investimenti economici importanti da parte delle istituzioni e di un rilancio del Brand Paese, per comunicare di nuovo sicurezza ai turisti stranieri, soprattutto dei mercati storicamente legati al nostro Paese”.

Nella fase intermedia, subito dopo il primo lockdown, abbiamo visto un flusso di turismo interno agli Stati, possiamo quindi tenere in considerazione che ci sarà una riscoperta del territorio per i prossimi anni per diversi motivi (sicurezza, spostarsi poco, …) e che la scelta di muoversi “internamente” è stata comunque condizionata anche dalle restrizioni adottate dai paesi per effetto della pandemia.

Sono anche dell’idea che per dare una rispostata corretta ci sarà sicuramente una componente socio-psicologia da tenere in considerazione per capire quali sono stati gli effetti e di conseguenza quali saranno le risposte a questi effetti. Studiare l’evoluzione della società ci permette di capire come si evolve il turismo e quali scelte diventano più importanti, soprattutto dopo una pandemia.

Uno studio di Euromonitor International, mette in risalto i principali megatrends che plasmeranno il mondo fino al 2030 : Smart Cities and Smart Homes, Healthy Living, Generation Gaps, Experience More, reinvention of gender roles, premiumisation, Buying time, Ethical Living. Questi temi comprendono tutte le componenti del turismo, dalla progettazione e realizzazione delle strutture ricettive, il cibo e la ristorazione, il movimento e la salute, il consumo di energia e il riciclo dei rifiuti, fino al contesto dell’hotel nell’ambiente in cui si colloca.

Tali studi sono stati elaborati prima della pandemia. Un effetto che si può subito verificare è se quest’ultima non abbia accelerato questo processo. Sicuramente da questi megatrends possiamo stabilire, una volta analizzati singolarmente, quale sia l’evoluzione del turismo e del turista per i prossimi anni. Sarà cruciale capire per quanto tempo ci saranno ancora limitazioni negli spostamenti, come le compagnie aeree reagiranno al post pandemia (numero voli, destinazioni, prezzi), quanto la situazione economica dei singoli influenzerà le scelte.

In conclusione le variabili da considerare che influenzeranno la definizione del viaggiatore del domani sono molteplici e in continua evoluzione, si posso delineare profili di viaggiatori nel breve periodo ma non ancora nel lungo periodo.